Giro di valzer

31.03.2020

A un certo punto Mariana aveva deciso di emigrare, come tante sue amiche sognavano di fare, come poche riuscivano a fare: ma lei aveva la disperazione ad aiutarla. Era partita da sola lasciando Irina, sua figlia, con la nonna; aveva tredici anni Irina, il padre non l'aveva mai conosciuto, sparito quando Mariana, rimasta incinta a vent'anni, si era rifiutata di abortire. Erano seguiti anni difficili per lei, con la bimba piccola e il solo aiuto della madre; poi aveva conosciuto Ion e la vita era rifiorita, nonostante la gelosia morbosa che a volte lo trasfigurava. Irina ricordava le scenate, poche, ma brevi e violente, cui aveva assistito; e ricordava quanto lo odiasse sentendolo urlare a sua madre: «Ha avuto ragione a lasciarti l'altro, mica è stato stronzo come me a prenderti con la tua bastarda, sapeva che troia sei!». «Continua così e non mi vedi più», ribatteva Mariana con calma. Ma sapeva che non sarebbe stato facile per lei lasciarlo; e poi, dopo qualche ora Ion ritornava in sé, le si inginocchiava davanti singhiozzando: «Non so cosa mi prende! è che ti amo troppo, e il pensiero che un altro ti piaccia più di me mi rende pazzo. Dovrei farmi rinchiudere e smettere di asfissiarti la vita, sarebbe meglio anche per Irina». Mariana cercava di confortarlo: «Ma no, sappiamo che non sei in te, che non vuoi dire davvero quelle cose orribili». Ma lui non si dava pace: «Non so capire cosa mi succede! Perdonami, ti prego!». Allora lei moltiplicava le consolazioni, intenerita dalle sue dichiarazioni, dalle sue promesse, dalle sue lacrime. Seguivano mesi di felicità, e Irina si riappacificava con Ion, con sua madre, col mondo.

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Questo racconto è pubblicato in Luz Bisetti, Fuori amore e altri racconti, Readaction editrice, Roma 2023. Cercatelo in libreria! 

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