Friedrich Dürrenmatt

26.10.2018

Dürrenmatt è uno scrittore che apprezzo oltremisura ma non amo: e mi sono chiesta perché. Anni fa avevo pensato che fosse l'oltranza che guida la sua scrittura ad allontanarmi da lui: Dürrenmatt è autore di iperboli letterarie non comuni, di sfide alla razionalità, di trame stremanti ...ma non è questo il nodo che strangola sul nascere l'empatia per i suoi romanzi: e quale, allora? ho riletto recentemente Giustizia e Il giudice e il suo boia e mi sembra di aver capito, comprendendo contemporaneamente i motivi della sua assoluta grandezza : Dürrenmatt è lo scrittore del vuoto, non dell'assenza, né -tanto meno- della nostalgia: del vuoto assoluto, primordiale, irredimibile. I suoi personaggi, effigi della casualità, fantasmi di una razionalità pregressa ed estinta, abitano paesaggi tanto puntigliosi nella descrizione quanto inutili nella sostanza e percorrono le sue pagine come funamboli inquieti, desiderosi di essere risucchiati dal vuoto che li circonda, inviperiti contro la corda sulla quale devono sostare per guadagnarsi il nulla cui anelano. Sono schiavi della vita cui rinuncerebbero senza rimpianti: è un crinale che non so percorrere, ma che intuisco in qualche modo necessario per comprendere la desolazione che oggi ci attornia.