Annie Ernaux

18.12.2018

Libri e autori capitano nella vita in modo apparentemente casuale, immotivato; a volte non lasciano traccia, a volte sedimentano itinerari nascosti, a volte si rivelano immediatamente come essenziali, inaggirabili: Annie Ernaux avoca a sé le tre possibilità. Ogni suo libro può essere dimenticato, riscoperto, amato a seconda del grado di correità che ci è consentito dalla temperie esistenziale in cui leggiamo -e rileggiamo- i suoi testi. La sua scrittura sobria ha il potere corrosivo di erodere tutto il superfluo dalla quotidianità, facendo emergere la trama di relazioni, conflitti, inestetismi che ogni giorno costruiamo per sopravvivere. Il suo autobiografismo esasperato consolida una didattica della resistenza che permette a ognuno di noi di rivelarsi il proprio modo di stare al mondo, e di tramutarlo in strumento di tortura per la propria coscienza addormentata. Mai edulcorato, sempre amorosamente e inesorabilmente descritto, il suo percorso di vita spiana la strada a una comprensione meno approssimativa del nostro, alla scoperta del labirinto di emozioni a cui il destino ci consegna e di cui spesso siamo solo inconsapevoli testimoni.